La Libre Belgique, sabato 24 e domenica 25 maggio 2003 - dossier « Proximité: l'opération “Immeubles en fête”, antidoto all'isolamento e all'esclusione », prima della prima edizione brussellese di martedì 27 maggio.
Testo dell'articolo · traduzione
PROSSIMITÀ L'operazione "Immeubles en fête", antidoto all'isolamento e all'esclusione
Fate come a casa vostra
VISITA
LAURENT RAPHAËL
Accidenti! Ho di nuovo dimenticato di comprare il sale. Come condirò ora il mio cosciotto d'agnello? E Pierre e Chloé arrivano tra mezz'ora… Che fare? Correre al negozio? Inutile, sono le 20:15. Le casse registratrici dormono già a cassetto chiuso. Restano i vicini. Sì, ma il problema è che abito nel palazzo da tre anni e i nostri rapporti finora non hanno superato i formalissimi "buongiorno" e "buonasera" scambiati in fretta sulla soglia. Oserò disturbarli? Non rischieranno piuttosto di approfittarsene per venirmi poi a seccare a ogni piè sospinto? Mah. Non ho molta voglia di sopportarli, quelli. È troppo rischioso. Chiamo il mio amico e gli chiedo di portarmi il prezioso condimento. Pazienza, mangeremo più tardi del previsto. Che idiota che sono!
NON SI SCELGONO I VICINI
Chi non ha mai vissuto uno scenario simile? Per la maggior parte delle persone che vivono in città (il che è il caso di 3 persone su 4), i nostri vicini sono "sconosciuti conosciuti" che incrociamo per caso, avendo cura di mantenere una certa distanza. Come se la vicinanza geografica fosse troppo importante per azzardare un avvicinamento affettivo che si trasformerebbe rapidamente, in queste condizioni, in promiscuità forzata.
È che non si scelgono i vicini. E neanche loro ci hanno scelto, del resto. Bisogna quindi "farci i conti" come si dice a Bruxelles. E anche se tra loro ci possono essere individui con cui una relazione più profonda sarebbe del tutto concepibile in un altro contesto, è raro che il ghiaccio si rompa oltre quanto richiesto dal mantenimento di buone relazioni di vicinato.
La colpa è dell'evoluzione delle condizioni di vita (la diminuzione della superficie media degli appartamenti lascia, ad esempio, poche opportunità per organizzare riunioni conviviali), ma ancora di più di quel "cordone sanitario" con cui tutti, con più o meno rigore, circondiamo le nostre vite private. E che rimanda all'individualismo che regna sovrano nelle nostre società qualificate – un po' paradossalmente – di comunicazione. Ci confidiamo volentieri con esseri virtuali dall'altra parte del mondo tramite la Rete, ma restiamo estranei al locatario della porta accanto.
"Esiste una tendenza forte che promuove la valorizzazione dell'individuo in quanto tale", osserva a questo proposito il sociologo francese Robert Rochefort, direttore generale del Credoc. "Le reti di comunicazione, di incontro, sono oggi incentrate sulla famiglia, il lavoro e il comunitarismo. I rapporti di vicinato sono 'logicamente' e 'a priori' solo un legame minore. Inoltre, il vicino non è più l'alleato naturale, è spesso percepito in modo negativo."
Una propensione all'egocentrismo che comincia tuttavia a essere messa in discussione. L'individualismo sfrenato, spesso sinonimo di isolamento e anonimato, ha mostrato i suoi limiti. La gente manifesta ormai il desiderio di ricreare legami sociali e solidarietà. Sia a livello della società (la svolta dei socialisti nelle ultime elezioni è un segnale chiaro a questo riguardo) sia a livello del quartiere. L'operazione "Immeubles en fête" che si terrà martedì prossimo a Bruxelles è un esempio tra gli altri.
Incitando le persone a condividere un momento festivo con i loro vicini nell'atrio, nel cortile, nel giardino o direttamente a casa di uno degli abitanti, questa iniziativa, ideata in Francia quattro anni fa, dove conosce un successo crescente (2 milioni di partecipanti nel 2002), intende sia combattere gli egoismi di ogni tipo sia riavvicinare le persone.
BON ENFANT
Sulla scia di film e serie televisive che esaltano le virtù del cameratismo (da "Friends" a "Melrose Place", passando per "L'auberge espagnole" o "Amélie Poulain"), questo evento cavalca l'onda della convivialità autentica e bon enfant, considerata come rimedio all'indifferenza e alle aggressioni del "mondo esterno". Si riannodano in qualche modo dal basso i legami sociali allentati dall'alto a colpi di produttività sfrenata, di insicurezza fisica e morale e di dislocazione dei riferimenti tradizionali (familiari in particolare).
Martedì prossimo, ognuno avrà la possibilità di fare proprio lo slogan dell'operazione: "Nessun quartiere per l'indifferenza". E magari contribuire allo stesso tempo a disegnare i contorni di una città più umana e sorridente. "Ama il tuo vicino ma non eliminare la tua recinzione", avverte un proverbio cinese. Questo martedì, un'eccezione è permessa…
L'operazione si tiene questo martedì 27 dalle 19 alle 22. Il principio è semplice: chi desidera partecipare all'evento invita i suoi vicini a bere un drink negli spazi comuni o a casa sua. Maggiori informazioni sul sito http://www.immeublesenfete.be e nella nostra edizione di martedì.