Aldo Gigli · Cofondatore del Mirano Continental · scenografo e grafico
La Musica al Mirano
Per capire il Mirano degli anni 1980 bisogna innanzitutto dimenticare i cliché disco che l'immaginario collettivo appiccica a quel decennio. Eravamo ad anni luce da tutto questo. La musica non era una scenografia: era la colonna vertebrale della notte, curata quanto le affiches, le scenografie o i costumi, e la pista della Soirée Or del maggio 1982, con Aldo che balla in mezzo alle silhouette dorate, lo mostra meglio di qualsiasi discorso.
C’erano brani che cristallizzavano quell’identità. “Les Tomates”, suonata e risuonata, era diventata un inno informale del Mirano: non il brano più atteso da una discoteca degli anni Ottanta, ma un disco che funzionava in pista e ti restava nell’orecchio. La sua presenza ripetuta nelle feste riassume lo spirito del luogo: contava il momento giusto, non l’etichetta.
Il DJ emblematico di quel periodo era Jean-Claude Maury (1948-1998). La sua programmazione era terribilmente eclettica: new wave, funk, disco oscura, italo, suoni belgi, rarità introvabili, tutto si incrociava in una stessa notte. La storica Katarina Serulus, che dedica alla cultura dei club bruxellesi un lavoro di ricerca universitaria, descrive questo crocevia in cui si incontravano musica, moda, architettura, design e controcultura, e colloca Jean-Claude Maury tra le figure centrali di quella scena.
Il Belgio aveva allora una tradizione unica: il popcorn, dal nome del club Popcorn di Sint-Niklaas, dove si ballava il lento su dischi riprodotti a velocità ridotta. Quel gusto per i tempi lenti e strani preparò il terreno, qualche anno dopo, alla new beat e poi alla house. In quella filiazione, Jean-Claude Maury occupava un posto che il mondo intero avrebbe finito per riconoscere: Alfredo, il leggendario DJ di Ibiza, lo citava tra le sue ispirazioni, e i suoi mixtape sono stati esposti in un museo, nella mostra « Night Fever » del Vitra Design Museum.
Carl era allora cliente del Mirano: non ci lavorava ancora, ma trascorse notte dopo notte su quella pista, guardando e ascoltando. Di Jean-Claude conserverà l'idea che una notte si costruisce come un racconto, che un DJ può far viaggiare un'intera sala senza mai cedere alla facilità. Quando Carl cominciò a lavorare nel club, Jean-Claude non era più dietro i giradischi: la malattia lo aveva già allontanato e finì per portarlo via. Non hanno mai lavorato fianco a fianco, ma l'influenza è ben reale, ed è per questo che Jean-Claude Maury ha il suo posto in questa sezione, tra i mentori.
Tra i brani documentati di quel periodo, “HAFT 80's Version” fu suonata da Jean-Claude Maury al Mirano nel 1984. Prodotta da Dan Lacksman e Marc Moulin, è disponibile su YouTube.
Jean-Claude Maury ha lasciato più di cinquanta mixtape private, diverse delle quali sono state esposte in mostra; ma delle sue notti al Mirano resta una sola registrazione, catturata durante i sabati « Viva Dario ! » dell'estate 1986. Il suono è pessimo e resta insostituibile: è l'unico documento che permetta di sentire concretamente ciò che si ascoltava al Mirano negli anni 1980. Lo si può ascoltare qui, senza lasciare il sito. In aggiunta, una playlist raccoglie i titoli programmati al Mirano negli anni 1980, così come si ritrovano oggi: la diversità della selezione parla da sé.
Le date esatte della residenza di Jean-Claude Maury al Mirano non sono state stabilite a oggi; archivi e testimonianze continuano a essere raccolti, e questo capitolo si arricchirà man mano che arriveranno documenti.